Sto in fissa …
ormai è qualche mese, che monto e smonto la mia casetta, aggiungo ambienti, li ingrandisco, li ridimensiono, li tolgo, sposto letti, divani, la cucina un giorno bianca, un altro marrone, un giorno mi piace il parquè, il giorno dopo il pavimento, un caminetto in ogni ambiente per avere un pò di caldo dato che fuori c’è la neve e mi so’ fatta pure il solarium con tanto di vasca idromassaggio in pino di svezia.
Alberi di Natale in quantità industriale, ho tappezzato il giardino, il laghetto ghiacciato per pattinare, il pianoforte, la tv a schermo piatto, vasca idromassaggio sempre in pino di svezia … insomma ho realizzato ‘na figata de casa (se la vede Monti mi manda subito la finanza) e mo sto pure a costruirmi il castello (per quello finirò in galera, non me lo posso permette) … e poi?
Poi … entro a casa mia, quella vera, e mi metto le mani tra i capelli
non so più dove iniziano i divani e finiscono i panni da stirare, l’aspirapolvere ha proclamato uno sciopero generale
“Rifiuto di accendermi per aspirare tutta sta polvere, devi almeno parlare con i pesci 25 volte, andare al gabinetto 15, mangiare 17 bistecche alla griglia, prendere 127 caffè e lavarti i denti per almeno 12 volte di seguito” …. vabbè comincio dal caffè
Ingegneri di tutto il mondo … riuniteviiiiiiiiii … voglio la casa come il forno …
“A U T O P U L E N T EEEEEEEEEE”
Caro Babbo Natale,
ti scrivo ogni anno come da consuetudine, da piccola chiedevo regali del tipo la bambola che cammina vestita di rosa, arrivò vestita di blu, ma siccome l’avevi portata tu ero felice lo stesso. Il vestito che chiesi da principessa e immaginavo tutto rosa e dorato con tanto di coroncina arrivò da fata celeste sbiadito e con un cappello moscio, vabbè io mi sentivo comunque una principessa che ce posso fa? Poi cominciai a chiedere i giochi in scatola, ai miei tempi si usavano molto, mi arrivò “Non t’arrabbiare” miii le inca@@ature con quel gioco e mi sgridavano pure perchè si chiamava “Non t’arrabbiare”. Poi crescendo le mie richieste sono cambiate, meno materiali e puerili e più mature e responsabili: la salute per mamma e papà (ma papà se ne è andato comunque presto), il fidanzatino, forse l’unica cosa che al tempo avevi azzeccato, ma lasciasti via il manuale con le istruzioni e non mi avvisasti che crescendo tutti cambiamo … diventata mamma ho cominciato a chiedere felicità e salute per i miei figli … vabbè tre anni fa poco dopo Natale uno lo hanno investito (tu do cacchio stavi in quel momento?) fortuna il mio papà che lo ha soccorso e ora sta bene, poi ho cominciato a chiederti serenità per me, anno dopo anno, ma non è mai arrivata al 100%, piuttosto c’è sempre qualcosa o qualcuno che mi ha reso infelice, anche quest’anno, nella lettera da poco spedita, ti ho fatto una richiesta, una semplice richiesta e siccome ho già saputo che non si esaudirà sai che ti dico Babbo Natale? Ma ce voi annà affanchiul una volta per tutte? Mo scrivo a Gesù Bambino chissà che non sia più preparato di te? Tiè
La tua sempre affezionata Carla
p.s.: t’avevo anche chiesto che la capa pagasse la tredicesima in tempo … mo a Gesù Bambino gli chiedo de faje venì ‘na cacarella a schizzo fino all’epifania …
Arieccome …
eh si rieccomi qua, come l’onda del mare che va e viene e ogni volta che va porta via qualcosa con se … poi torna e ci restituisce qualcos’altro.
Voglio ricominciare con una canzone … una bellissima canzone …
Parole …
parole che, ogni volta in cui mi fermo, mi arrendo e smetto di combattere, attraversano la mia mente e non se ne vanno e ogni volta che passano sono come una stilettata inflitta al mio animo … una ferita dolorosa che non si rimarginerà mai più … Mi svegliano nel silenzio della notte, quando sono completamente disarmata, mi tolgono il respiro, il sonno, la pace … quanto male possono fare parole dette in un momento di rabbia e quanto nessun altra parola può portare un conforto a quel male che è stato fatto? Diventano un male incurabile che ti corrode dentro giorno dopo giorno … e, se le parole possono ferirti profondamente, molto più dolorosa è l’indifferenza che sta seguendo a quelle parole.
Sentirti inesistente, invisibile, con tutto il tuo carico di tormenti e rimorsi … la vita per gli altri va avanti, la tua si è fermata a quell’istante … me la sono voluta potrebbe dire qualcuno … si me la sono voluta …
L’anima della Trinacria di Gianni Scala … l’ho letto …
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e finalmente “L’anima della Trinacria” è arrivato tra le mie mani.
Chi ama leggere, solitamente stabilisce una sorta di relazione amorosa con il libro in questione, ti deve piacere anche al primo sguardo, ti deve piacere toccarne la copertina, sfogliarne le pagine e sentirne il profumo, non è esagerazione, ma funziona così, con il libro ti devi sentire un tutt’uno. Al tatto mi è piaciuta subito la carta della copertina, è piacevole da toccare, è ben impaginato, si legge bene e ha un buon profumo di libro che oltre alle narici cattura la mente, ti dice “leggimi ho qualcosa da raccontarti” …
Mi sono immersa e il viaggio è iniziato, il mio viaggio, insieme a Nora, la protagonista del libro, alla ricerca dell’Anima della Trinacria, la vera anima, o l’anima rinnovata, quella colorata, quella dei tramonti sul Mediterraneo, dell’odore del mare, dei profumi di agrumi, del gelsomino, delle tradizioni, del mito … della gente libera dalle maschere, sia sul volto che sul cuore. Una nuova Sicilia, il cui riscatto, secondo la fantasia dell’autore, procede, in una storia intrigata e affascinante, di pari passo al restauro di una tela “la natività con i santi Francesco e Lorenzo”, del Caravaggio, tela a cui la mano esperta della restauratrice (altro personaggio chiave del libro) toglie il grigiore del tempo, i toni cupi del dolore, e ridà brillantezza ai colori, gioia di vivere ai personaggi, e speranza, la stessa mano e mente che, al contempo, lavora per sconfiggere il male annidato nella Trinacria … restaurando distrugge, distruggendo costruisce …
L’ho già detto altre volte non mi piace raccontare la trama dei libri che leggo, penso sempre di togliere il gusto e la curiosità della lettura agli altri, perciò non lo farò nemmeno in questo caso, ma ne consiglio la lettura.
Ero sicura che non ne sarei rimasta delusa, mi piace il modo di scrivere di Gianni Scala, la sua accuratezza nelle descrizioni, che ti aiuta ad immaginare la scena a sentirti dentro, coinvolta, il suo sottolineare alcuni particolari ripetendoli e giocando con le parole
“Silenzio e rumore,
ancora rumore di nuovo silenzio.
Rumorosamente silenzio.
Silenziosamente rumore.
e la sua fantasia che non è cosa da poco, una canzone di De Gregori, una tela del Caravaggio, un’isola “La Sicilia”, per tessere una trama ogni riga più accattivante.
“L’isola ora era un quadro, adesso era un libro. Ora un capolavoro artistico, adesso un’opera d’arte. Ora un meraviglioso romanzo, adesso un’opera letteraria.
La Trinacria un’opera d’arte con palme, gelsomini, ginestre, agavi, menta, limoni, mandarini, citronella, oleandri, rose ….”
Il giorno della terra …
si oggi si festeggia il giorno della Terra, la Terra, ma anche tutto l’Universo, il regalo più bello che l’uomo abbia ricevuto e che dovremmo proteggere dallo stesso uomo.
La nostra terra, magica, meravigliosa, generosa, quanto potremmo imparare noi esseri umani da essa …
C’è un libro che mi piace molto che, prendendo spunto da teorie scientifiche e cosmologiche, come ad esempio il big bang, racconta la formazione dell’universo, in maniera fantastica, surreale, magica, divertente e anche assurda, un libro difficile da raccontare, ma gradevole da leggere, “Le cosmicomiche” di Calvino.
C’è un capitolo dove parla della formazione della terra … quello sotto è solo un riassunto preso da internet … però vi consiglio di leggerlo sarà pane per la vostra immaginazione …
Sul far del giorno …
Quando il vecchio Qfwfq era bambino era tutto buio pesto. Si viveva sulle nebule, immersi in uno strato di materia fluida e granulosa. Ma un giorno qualcosa cambiò: suo padre si accorse che la materia si stava solidificando, mentre suo fratello affermò che stava giocando con una “cosa”, quando non era mai esistito nulla se non materia gassosa. Insomma, tutti provavano sensazioni nuove. E in quel momento avvenne il vero cambiamento: arrivò una vibrazione mai sentita e si vide per la prima volta una cosa che non era buia: la luce, emanata da un punto lontano. Inoltre arrivò anche il primo calore.
Poi ritornò il buio: sembrava la fine, ma era solo l’inizio, uno dei primi giri dell’orbita terrestre.
Delusione …

Pensieri tra me e me …
E poi arriva quel momento in cui ti senti inadeguata, assolutamente inadeguata … qua, la, nulla ti da più soddisfazione e non riesci a trovare dove posizionarti … nella tua mente hai un turbinio di pensieri insensati che non riesci a collocare.
Allora ti dici, vado un pò su fb, anche se fb ti è sempre piaciuto poco, e ti ritrovi a condividere e ricondividere i soliti link, alcuni, come sempre, sono un colpo all’anima. Basta! Ti sposti avanti alla TV, ma con la TV hai tagliato i ponti ormai da qualche secolo, non reggevi più tutte quelle trasmissioni insulse che ti propinava, di film decenti nemmeno l’ombra, esci a fare una passeggiata … fuori è un freddo bestiale, sto così bene sotto allo scaldotto con il mio cucciolo … non ti resta che prendere un libro … un libro, lo giri e lo rigiri tra le mani, cominci a sfogliare le sue pagine, è bello toccare la carta, sentirne il profumo e immergersi lentamente nelle parole impresse, la tua mente inizia a fantasticare, a dare un’immagine a quelle parole e allora diventa come vedere un film, ascoltare musica … è in quel momento che negli orecchi comincia a risuonarti una voce che ti dice “scrivi, devi scrivere, vedrai quanto ti aiuterà scrivere” … ho deciso voglio fare la scrittrice … ma de che?
Pensieri d’Arianna …
… ma da sempre tu sei quella che paga di più …
La fata – Edoardo Bennato
….
E insegui sogni da bambina
e chiedi amore e sei sincera
non fai magie, ne trucchi, ma
nessuno ormai ci crederà
C’è chi ti urla che sei bella
che sei una fata, sei una stella
poi ti fa schiava, però no
chiamarlo amore non si può …








